Studio Commerciale Grieco
  • Luglio 30, 2026
  • Mauro Pio Grieco
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L’articolo 1, commi da 210 a 213, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha introdotto il “Bonus Donne 2026”, un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, riconosciuto per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 di donne, madri di almeno tre figli minori di diciotto anni e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

La misura, illustrata dall’INPS con la Circolare n. 82 del 29 luglio 2026, è volta a favorire l’occupazione femminile e a sostenere l’inserimento lavorativo delle lavoratrici con maggiori carichi familiari.

I SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare dell’esonero tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori e appartenenti al settore agricolo. Sono escluse le Pubbliche Amministrazioni, nonché i rapporti di lavoro domestico e di apprendistato.

L’incentivo riguarda l’assunzione di donne, anche con contratto a tempo determinato o in somministrazione, che, alla data dell’assunzione, siano madri di almeno tre figli di età inferiore a diciotto anni e risultino prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

ASPETTI PRATICI

L’esonero è riconosciuto nella misura del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 8.000 euro annui, riparametrato e applicato su base mensile.

L’agevolazione spetta:

  • per dodici mesi in caso di assunzione a tempo determinato, anche in somministrazione;
  • per ventiquattro mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato;
  • per diciotto mesi complessivi in caso di trasformazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato già agevolato in contratto a tempo indeterminato.

La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, indicando i dati della lavoratrice, il rapporto di lavoro instaurato, la retribuzione prevista e il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa. L’agevolazione è riconosciuta nei limiti delle risorse stanziate e previa autorizzazione dell’Istituto.

CRITICITÀ

La fruizione del Bonus Donne è subordinata al rispetto delle condizioni generali previste per gli incentivi all’occupazione, tra cui la regolarità contributiva (DURC), il rispetto della normativa in materia di lavoro e dei contratti collettivi, nonché dei principi generali di cui all’articolo 31 del decreto legislativo n. 150/2015.

L’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive riferiti al medesimo rapporto di lavoro, tra cui l’incentivo previsto dall’articolo 4, commi da 8 a 11, della legge n. 92/2012 per l’assunzione di donne svantaggiate, la Decontribuzione Sud, gli incentivi per l’assunzione di lavoratori disabili e l’incentivo per l’assunzione di percettori di NASpI. Ne consegue che i datori di lavoro devono effettuare una preventiva valutazione delle misure agevolative applicabili, verificando la sussistenza dei requisiti richiesti e la soluzione economicamente più conveniente.

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